
? Realtà o apparenza ? Realtà o apparenza ? Realtà o apparenza ? Realtà o apparenza ?
GLI SFORZI DELL'UOMO PER RAGGIUNGERE LA REALTA' OTTERREBBERO IL SOLO EFFETTO DI GENERARE REALTA' RELATIVE SEMPRE DIFFERENTI CHE NON RISULTEREBBERO NE' PIU' VICINE NE' PIU' LONTANE A QUELLA ASSOLUTA.
Esisterebbere la realtà e gli organi di senso sarebbero predisposti ad alcune sue sollecitazioni.
Ciò che ne deriverebbe verrebbe "significato" dalla ragione. Questa, essendo conseguenza della condizione dell'individuo, trasfigurerebbe la realtà percepita ponendola in relazione all'entità dello stesso.
Realtà, sensi e ragione, originerebbero il processo della conoscenza. Esso si prospetterebbe come un atto soggettivo e permetterebbe di essere coscienti attraverso la percezione.
L'uomo, dunque "sarebbe" per tutto ciò che è in relazione a sé stesso.
La relatività umana condurrebbe l'individuo all'organizzazione di una realtà soggettiva. Questa necessità motiverebbe l'origine dei simboli con i quali egli caratterizzerebbe le situazioni del suo universo. Essi rappresenterebbero la realtà umana sperimentata e quella derivaante dall'elaborazione dell'intelletto, sintetizzate in rapporto ai limiti imposti dalla sua esistenza.
I simboli sarebbero manifestazioni riproponibili ai sensi, stimolanti sia la rievocazione e l'evoluzione delle sensazioni memorizzate, sia l'assimilazione di altre nuove. Come espressioni percepibili, coinvolgerebbero più individui, favorendone l'associazione soprattutto nell'ambito di ciascuna specie. I simboli emergenti dalla reciproca influenza di entità in asociazione, andrebbero a costituire il sistema di comunicazione, espressione della collettività.
Con tale sistema l'uomo, a volte, cercherebbe di giungere alla conoscenza. Esso però, nella sua intrinseca imperfezione, si rivelerebbe inadeguato a questo fine, permettendo solo di generare realtà relative sempre differenti che non risulterebbero ne' troppo vicine ne' troppo lontane a quella assoluta.
? Realtà o
apparenza ? Realtà o apparenza ? Realtà o apparenza ? Realtà o
apparenza ?