
? Realtà o apparenza ? Realtà o apparenza ? Realtà o apparenza ? Realtà o apparenza ?
QUALORA L'UOMO TENTASSE DI DARE UNA DIMENSIONE ALL'ENTE SUPREMO, LO POTREBBE FARE SOLO IN BASE ALLA SUA CAPACITÀ DI CONOSCENZA. QUALSIASI DEFINIZIONE DI DIO RIUSCISSE AD ESPRIMERE, SAREBBE, DUNQUE, SOLO UN CONCETTO RELATIVO
Ammettiamo lo spazio, ma senza Dio non sarebbe spazio, sarebbe il nulla
Lo spazio sarebbe una realtà concreta, il nulla il suo opposto.
In questo spazio potremmo ammettere l'esistenza di un entità, che chiameremo Sostanza Madre, presente con un numero finito o infinito di particelle nella loro forma più elementare. Questi elementi base li potremmo pensare in una situazione di perfetto equilibrio o, da sempre, in una condizione di moto evolutivo. Nel primo caso, un'alterazione dei valori presenti potrebbe togliere le particelle dalla loro condizione di equilibrio, generando l'inizio di una trasformazione che chiameremo "evoluzione". Quest'ultima sarebbe, presumibilmente da sempre in atto nel secondo caso.
Tutta la materia che ci circonda e di cui siamo fatti, composta di Sostanza Madre, avrebbe acquistato le attuali strutture attraverso una evoluzione.
Questa evoluzione sarebbe un moto del quale potremmo, o no, supporre un origine e non saremmo in grado, almeno con la sola logica, di accertarne la fine.
La sua direzione conseguirebbe dalla risultante di tutte le forze presenti.
La particella elementare sarebbe la più piccola parte di Dio
Queste particelle avrebbero la possibilità di combinarsi, secondo un numero finito o infinito di modi, formando, assieme allo spazio, l'intero universo.
Ne consegue che "il tutto" sarebbe Dio e ogni cosa una parte di lui.
La particella elementare non sarebbe soggetta ad evoluzione, ciò che evolverebbe sarebbero le situazioni a cui le particelle darebbero vita. Le situazioni, caratterizzate dal moto continuo, forse irreversibile, dell'evoluzione, comporrebbero la struttura dell'intero universo.
Solo Dio non evolverebbe. L'evoluzione rappresenterebbe soltanto una sua manifestazione.
L'universo, come già accennato, sarebbe una associazione di entità in evoluzione, fra loro strettamente collegate e reciprocamente condizionate, aventi come comune denominatore la Sostanza Madre. Questa associazione o entità massima avrebbe un suo moto, che chiameremo evoluzione generale, risultante di tutte le evoluzioni delle entità che la compongono. Ciascun moto, dunque, agirebbe su quello generale ma contemporaneamente ne sarebbe influenzato.
In un universo così mobile ogni situazione sarebbe irripetibile.
La particella di Sostanza Madre, che, come già detto, non evolverebbe, portata da un insieme di circostanze ad associarsi con un'altra particella formerebbe già una "situazione" soggetta ad evoluzione.
In generale, due entità che si associno, anche se ben distinte, ne formerebbero una terza, la cui evoluzione avrebbe una inevitabile e scambievole influenza con i moti evolutivi delle singole entità. L ?inizio di questa evoluzione, che chiameremo "relativa", sarebbe solo apparente, in quanto le stesse circostanze che avrebbero favorito l'associazione, ne farebbero parte. Anche la fine risulterebbe apparente, dato che le circostanze causate dall'evoluzione, continuerebbero a sussistere.
Si potrebbe dunque affermare che il
passato ed il futuro sarebbero nel presente.
La nascita e la morte di un uomo non sarebbero che l'inizio e la
fine apparente della tipica evoluzione relativa di una
situazione. Anche l'uomo, come tutte le situazioni, prenderebbe
parte all'evoluzione universale con un suo moto evolutivo
associato, e conseguentemente condizionato, alle evoluzioni di
tutte le entità dell'universo.
Egli, per conseguenza, sarebbe il soggetto-oggetto della propria evoluzione senza esserne l'artefice.
DURANTE IL TENTATIVO DI COMUNICARE IL NOSTRO PENSIERO, PRENDEVAMO COSCIENZA DELLA EVOLUZIONE ALLA QUALE ERA SOTTOPOSTA LA NOSTRA IDEA INIZIALE. CON L'ACQUISIZIONE DI ESPERIENZA, ATTRAVERSO IL RAGIONAMENTO, CI SENTIVAMO COSTRETTI, MOLTO SPESSO, A RIVEDERE ALCUNI CONCETTI. AVVERTIVAMO, PROFONDAMENTE, LA PRESENZA DI QUEL MOTO CHE CREDIAMO CARATTERIZZI L'UNIVERSO. ACCERTAVAMO LA NOSTRA IMPOSSIBILITÀ A PRODURRE UN'IDEA COMPIUTA CHE POTESSE RIMANERE ASSOLUTAMENTE IMMOBILE. CI RENDEVAMO CONTO DI FORNIRE AL LETTORE SOLO UNA CIRCOSTANZA.
? Realtà o
apparenza ? Realtà o apparenza ? Realtà o apparenza ? Realtà o
apparenza ?