
Ecco un'interessante specchietto:
il sapore dolce risulta dall'insieme di terra e acqua (dolci, pasta, pane, carne, miele ecc.)
l'amaro da aria ed etere (caffè, verdure amare, radici amare ecc.)
il salato da acqua e fuoco (sale marino, soda, nitrati di sodio ecc.)
l'acido da terra e fuoco (yogurt, pomodori, prodotti fermentati ecc.)
l'astringente da terra e aria (melograno, frutta non matura come il caco o la banana, alcuni ortaggi ecc.)
il piccante da fuoco e aria (peperoncino rosso, ravanello, aglio e cipolla ecc.)
La costituzione, nella medicina indiana, è individuata
attraverso il principio dei Tridosha: essenzialmente un dosha è
una delle tre forze in grado di animare le funzioni del corpo
umano come la respirazione, la digestione, l'escrezione, la
formazione di nuove strutture ecc.
Le tre forze sono: la forza di eliminazione detta vata, quella
di combustione pitta ed infine quella di assimilazione kapha.
Vata è caratterizzato dalla presenza d'aria ed etere, pitta
fuoco ed acqua, kapha terra e acqua. Mangiando ad esempio
alimenti dolci, aumentiamo l'apporto di terra e acqua nel nostro
organismo causando un rafforzamento della forza d'assimilazione
kapha. Ecco perché quando mangiano dolci, pasta o pane tendiamo
ad ingrassare, così come quando mangiamo cose dal gusto amaro
incrementiamo la forza d'eliminazione vata che tende a farci
dimagrire. Il salato accresce la forza di combustione pitta,
mentre con gli altri gusti, come potete costatare, l'acido,
l'astringente e il piccante si può innescare un duplice
incremento. Bisogna anche osservare che vata è per così dire il
movimento, pitta il metabolismo e Kapha la stabilità, la
struttura ossea, la pelle e i tessuti; quindi quando
incrementiamo una di queste forze le sue caratteristiche si
manifestano con maggiore evidenza sia in senso fisico sia
psicologico.
Tutti i sapori dovrebbero essere presenti in una buona dieta
ayurvedica ma la quantità deve variare secondo le
caratteristiche costituzionali del soggetto.
Il medico indiano, attraverso la tipica diagnosi del polso, che
consiste nel rilevare la vitalità pulsante d'ogni dosha in tre
precisi punti, può stabilire quali gusti far prevalere nella
dieta di ciascun soggetto, seconda gli squilibri che il battito
presenta.
Egli avrà imparato a tener conto di quanto, queste tre forze
della natura, possono interferire secondo l'ora della giornata,
della stagione o dell'età: ad esempio nel corpo, durante
l'infanzia, è naturalmente presente, in modo assai evidente,
l'energia kapha (assimilazione a scopo di accrescimento),
nell'adolescenza sarà più evidente la forza pitta (combustione e
trasformazione) ed in vecchiaia vata (dimagrimento e secchezza.
Seguire in maniera corretta questi principi, porta al controllo,
alla stabilità e di conseguenza all'equilibrio della salute.
di Amadio Bianchi
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